Programma 2015 di Centro Teatrale Umbro

Attività inserita nell'art. 45 e suddivisa per obiettivi (A,B, C)

Obiettivo A

Sono quattro le residenze artistiche realizzate nel 2015 presso la Pieve di San Giovanni Battista di Goregge, sede del Centro Teatrale Umbro, che rientrano nell’obiettivo A. I progetti di residenza hanno potuto aver luogo dopo un’attenta selezione delle Compagnie Teatrali proponentesi al bando di partecipazione URA_Residenze, pubblicato dal Centro Teatrale Umbro. Le Residenze hanno preso le mosse da una riflessione speculativa e dialettica della funzione e dell’utilizzo odierno dei classici del teatro - Cechov, Goldoni ecc…- mediante forme espressive eloquenti quali quelle dell’arte contemporanea tout court e delle proposte teatrali, possibili, nello specifico.
Si è poi andato alla ricerca degli elementi di contemporaneità dei classici, attualizzandoli e proponendo uno spostamento temporale dei fatti narrati ai giorni nostri; a tal fine s’è individuato un utilizzo trasversale delle forme artistiche contemporanee, così che, ad esempio, la scenografia potesse andare a supporto della musica, piuttosto che della parola declamata o del movimento scenico delle luci, o ancora, della danza performativa dei corpi.
Il lavoro successivo è stato finalizzato alla costruzione fisica della messainscena.
Tutto questo ha prodotto lavori finali di altissimo livello drammaturgico e registico, con ottime prove attoriali ed un conseguente alto godimento del pubblico presente.
Alle compagnie o a singoli artisti, presenti sul territorio nazionale, che stavano avviando o portando a compimento un nuovo allestimento, il Centro Teatrale Umbro ha offerto una residenza creativa della durata di quindici giorni, un contributo di produzione e l’inserimento della creazione ultimata nel programma URA _ Rassegna. A tutte, inoltre, s’è provveduto a fornire assistenza tecnica e organizzativa per la gestione della residenza stessa.

  • Dal 20 novembre al 4 dicembre 2015 Centro Teatrale Umbro, Gubbio PG
    Compagnia Òyes con "Vania", regia di Stefano Cordella
    “Tutti, finché siamo giovani, cinguettiamo come passeri sopra un mucchio di letame. A vent'anni possiamo tutto, ci buttiamo in qualsiasi impresa. E verso i trenta siamo già stanchi, è come dopo una sbornia. A quarant'anni poi siamo già vecchi e pensiamo alla morte. Ma che razza di eroi siamo? Io vorrei solo dire alla gente, in tutta onestà, guardate come vivete male, in che maniera noiosa. E se lo comprenderanno inventeranno sicuramente una vita diversa, una vita migliore, una vita che io non so immaginare”.
    Così scriveva Anton Cechov in una delle sue lettere. Ed è proprio dalla stessa pervasiva sensazione di stagnamento ed immobilismo che è nata la necessità di questo lavoro. Come la maggior parte dei trentenni anche noi ci ritroviamo in un limbo poco rassicurante e per non sentire il vuoto ci aggrappiamo al passato e guardiamo al futuro con poche speranze. Il rischio è quello di sopravvivere galleggiando nel "letame" di cui scrive Cechov. E così abbiamo deciso di raccontare le paure, il senso di vuoto, la difficoltà di sognare della nostra generazione attraverso una drammaturgia originale che pone le sue fondamenta sui temi e i personaggi principali di “Zio Vanja”, uno dei capolavori dell'autore russo. La nostra vicenda si svolge in un paesino di provincia e ruota attorno al Professore, costretto a letto da una grave malattia.
Non vedremo mai il Professore ma le tragicomiche conseguenze che la malattia produce sul resto della “famiglia”: la giovane moglie Elena, il fratello Ivan, la figlia Sonia, il Dottore.
Come in “Zio Vanja” anche i nostri personaggi hanno la sensazione di non vivere la vita che vorrebbero. Ma la spinta al cambiamento deve fare i conti con la paura di invecchiare, le rigidità, i sensi di colpa, il timore di non essere all'altezza.
 Un divertente purgatorio di anime che rimanda all'inerzia della quotidianità e a tutti quei patetici ma vitali tentativi di darsi un senso.
  • Dal 10 al 25 gennaio 2016 Centro Teatrale Umbro, Gubbio PG
    Compagnia Teatrale Cantina Rablè con "Arlecchino servitore di due padroni", regia di Carlo Boso
    La commedia si svolge a Milano nel 1947 in casa di un vecchio imprenditore senza scrupoli dove si sta assistendo alla promessa di matrimonio tra sua figlia, Clarice, e Silvio, figlio di un politico romano. I due sono innamorati ed è una fortuna che possano promettersi, dato che Calogero Vizzini, notorio mafioso siciliano cui Clarice era destinata, è morto in una lite a causa della sorella di lui, Beatrice. Inaspettatamente, nella scena irrompe proprio Calogero Vizzini, venuto a Milano per incontrare la sua futura sposa. In realtà, colui che si presenta in casa degli allibiti personaggi è Beatrice Vizzini, sorella del defunto in vesti da uomo per poter andare in cerca di Lucky Lucania, boss della mala italoamericana e suo amante, fuggito a Milano in seguito al colpo mortale inferto di sua mano proprio a Calogero e che lei sta inseguendo.
    Tutti i personaggi saranno vittime delle bugie, dell'ingordigia e della scaltrezza dell'abile servitore Arlecchino, un reduce della campagna di Russia, che per svincolarsi da situazioni critiche, non fa altro che creare guai su guai. Arlecchino soffre la fame, mente, corteggia, ama, serve contemporaneamente due padroni, pasticcia la trama e la risolve, in un carosello fatto di lazzi, trovate di spirito e colpi di scena
    La commedia è accompagnata da canti e musiche che spaziano dal blues, allo swing e ai grandi successi della tradizione italiana per il più grande coinvolgimento e divertimento del pubblico.
  • Dal 6 al 20 dicembre 2015 Centro Teatrale Umbro, Gubbio PG
    Morks associazione di promozione sociale con "Sin aire", regia di Silvana Pirone
    Senz'aria, è un lavoro sulla leggerezza sulla sospensione, un lavoro che nasce dall'esigenza di raccontare attraverso immagini disegnate da corpi e parole sputate dalle viscere, Sin Aire è Una donna. Una valigia. Un lino bianco e... polvere, foglie, sabbia.
Le hanno chiesto di aspettare: ma il sorriso di quella speranza si dissolve in un respiro interrotto. C'è qualcuno con lei? Sembra assurdo: la risposta è davanti ai nostri occhi, e non la vediamo. C'è qualcuno con lei?

    "Shhh! Non puoi uscire... C'è troppo rumore...”
  • Dal 27 gennaio al 10 febbraio 2016 Centro Teatrale Umbro, Gubbio PG
    Compagnia Teatrale Ombre Bianche Teatro con "Il libro delle ombre", regia di Chiara Carlorosi e Marco Vergari
    La rappresentazione procede sospesa tra la fisicità del teatro d’attore e la magia del teatro d’ombre, strumento funzionale alla narrazione e integrato allo sviluppo drammaturgico del racconto. 
Al centro della scena l’enorme “Libro delle ombre” da cui i personaggi fuoriescono dando vita alla storia. La trama è ispirata al romanzo di Adalbert von Chamisso “Storia straordinaria di Peter Schlemihl”, in cui il protagonista scambia la propria ombra con una borsa prodigiosa da cui non si finisce mai di estrarre denaro.
    Il giovane protagonista della storia, con la passione della scrittura e con il sogno di diventare uno scrittore affermato, decide di andare a proporre i suoi racconti a Balthazaar, un potenziale editore che ha le sembianze di un individuo oscuro e misterioso. Rimane abbagliato dal miraggio di una ricchezza facile e immediata quando trova una borsa magica, capace di produrre soldi in continuazione, in cambio della quale è pronto addirittura a cedere la propria ombra a Balthazaar. Da questo momento il ragazzo accantona tutte le aspirazioni coltivate fino ad allora, rapito dall’estasi fugace della ricchezza.
    Ma non passa molto tempo prima che possa comprendere il grave errore commesso e rimpiangere la propria ombra. Cerca riparo nel bosco, dove la luce non può raggiungerlo, e lì incontra Lumen, uno strano personaggio con la testa di lampada fuggito via da Balthazaar dopo essere stato al suo servizio. Lumen lo mette al corrente del piano diabolico di Balthazaar: impossessarsi di tutte le ombre esistenti e con esse di tutti i sogni, gli ideali e le aspirazioni degli individui. Inizia così l’avventuroso percorso che porterà il protagonista ad affrontare Balthazaar, a liberare le ombre imprigionate e a comprendere quanto sia importante conservare la propria identità e la propria determinazione per inseguire i propri sogni. L’ombra, per definizione attaccata alla persona, può rappresentare ciò che ognuno di noi ha di unico e irripetibile, vale a dire la propria individualità, la propria essenza, la personalità. La cessione dell’ombra del protagonista della storia è legata all’abbandono della sua passione, la scrittura, e della sua aspirazione, quella di diventare uno scrittore. Al termine del percorso il giovane avrà imparato che non bisogna mai perdere di vista la strada dei propri sogni e che non si deve cedere alla tentazione di scorciatoie troppo facili.

Obiettivo B

Le produzioni sviluppate in residenza sono state suddivise in due sezioni -Teatro Contemporaneo e Famiglie a Teatro- e inserite nella Rassegna Teatrale “Fuori Traccia” organizzata ad hoc presso il Teatro Comunale “Luca Ronconi” di Gubbio, secondo il seguente calendario:

Teatro contemporaneo

  • Venerdì 12 febbraio 2016, Teatro Comunale “Luca Ronconi” Gubbio PG
    Vania, ideazione e regia Stefano Cordella, Compagnia Òyes
  • Sabato 20 febbraio 2016, Teatro Comunale “Luca Ronconi” Gubbio PG
    Arlecchino servitore di due padroni, regia di Carlo Boso, Centro Teatrale Senigalliese
  • Sabato 27 febbraio 2016, Teatro Comunale “Luca Ronconi" Gubbio PG
    Sin aire, regia di Silvana Pirone, Morks associazione di promozione sociale

Famiglie a teatro 

  • Domenica 14 febbraio 2016, Teatro Comunale “Luca Ronconi” Gubbio PG
    Out, ideazione, drammaturgia, regia, pupazzi, scene, suoni di Valeria Bianchi, Aurora Buzzetti, Giulia De Canio - Compagnia Teatrale SMartlt
  • Domenica 21 febbraio 2016, Teatro Comunale “Luca Ronconi” Gubbio PG
    Giù le mani da nonno Tommaso, regia Fabiano Fantini, Associazione Culturale Molino Rosenkranz
  • Domenica 28 febbraio 2016, Teatro Comunale “Luca Ronconi” Gubbio PG
    Il libro delle ombre, regia e drammaturgia di Chiara Carlorosi e Marco Vergati, Associazione Culturale Ombre Bianche Teatro

Obiettivo C

Il Centro Teatrale Umbro organizza dal 2004 il Festival di formazione attoriale “Di umanità si tratta”. Il festival è un’occasione per incontrare figure di spicco del panorama teatrale internazionale, attori e registi che hanno percorsi ed esperienze differenti, ma che sono tutte legate da un personale afflato artistico. Questi incontri si svolgono ogni anno presso la sede sulle colline umbre di Gubbio, nella Pieve di San Giovani Battista, un luogo raccolto e protetto, immerso nel silenzio della natura che dal 2000 è stato ristrutturato per accogliere il teatro.
Per l’anno 2015 sono stati realizzati i seguenti laboratori.

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ultima modifica 2016-11-10T17:12:00+02:00
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