Chenditrì
Obsoleta Teatro, che cura la regia dello spettacolo, ha scelto di ragionare su una tematica quotidiana che accomuna piccoli e grandi consumatori: il junk-food, ovvero il cibo- spazzatura, interrogandosi su come questo possa influire sull’odierno mutamento delle risorse agricole.
Intere culture rischiano di essere sommerse dal peso delle richieste energetiche e produttive dell’industria e con loro le tradizioni agricole che le hanno caratterizzate per millenni. Ad esempio, oggi in Mali il governo locale concede vasti appezzamenti alle industrie europee, americane, cinesi, indiane e giapponesi, dove, al posto delle antiche colture di cereali e dei preziosi alberi di karité, vengono imposte le piantagioni di canna da zucchero, jatropha, olio di palma.
Tutto ciò accade anche in Italia, vengono sottratti terreni agricoli alle coltivazioni autoctone favorendo la produzione di bio-carburanti, ultima speculazione del mercato energetico e dei trasporti.
Chenditrì favoleggia su uno degli ingredienti più amati dai piccoli presente in moltissimi alimenti di largo consumo: lo zucchero che, nel gioco della messa in scena, si trasforma nella magica e fascinosa Caramellina Langmann. La forma e lo stile del racconto sono quelli della fiaba: le ombre, l’animazione grafica, le melodie del contrabbasso e i suoni della natura riprodotti dal vivo, sono i mezzi immaginifici per interagire con gli spettatori.
La parodia del linguaggio pubblicitario, le leggi della comicità e la scelta drammaturgica del doppio finale stimolano il giovane pubblico ad una riflessione e ad una partecipazione attiva.
Con Chenditrì, Obsoleta Teatro prosegue un percorso iniziato con In the bottle!, spettacolo sulla raccolta differenziata e sul ciclo dei rifiuti. Parte della scenografia dello spettacolo, infatti, è stata realizzata utilizzando materiali di scarto.
Siamo a Balalla, ai confini del deserto dove Langmann, mercante di caramelle, viaggia per collaudare la sua ultima invenzione: la caramellina, un seme che in pochissimo tempo fa nascere gigantesche piante caramellose. Guidata da Ashràm, il tuttofare di Balalla, Langmann raggiunge le antiche piantagioni per impossessarsene e piantare i suoi semi prodigiosi. Là incontra Idrissa, l'ultima contadina rimasta a prendersi cura delle terre. Da tempo, infatti, Balalla è in preda alla siccità che ha spinto i contadini a lasciare le campagne per cercare fortuna altrove. Idrissa, però, non è completamente sola: il suo amico spaventapasseri ravviva l'orto pizzicando le corde di un contrabbasso. Quando Langmann incontra Idrissa ha con sé delle carte che parlano chiaro: il governo di Balalla lo autorizza a impossessarsi di tutte le terre del paese per piantare i suoi ChendiTree”. Cosa succederà a questo punto? Che ne sarà delle antiche piantagioni di Idrissa? Langmann riuscirà a trasformare l'intero paese in una fabbrica di caramelle?