Programma 2015 di Teatro Le Forche
Obiettivo B
Le azioni prioritarie dell’obiettivo B, con riferimento alle attività di programmazione nelle Residenze di spettacoli di artisti under 35 e di formazioni emergenti, comprendono la programmazione di artisti under 35 ed emergenti e le relative azioni promozionali a supporto della programmazione per favorirne la visibilità.
Il primo spettacolo, “E venne il bambinello tra il bue e l’asinello”, ospitato in data 28 Dicembre 2015, rientra nell’ambito della programmazione di spettacoli realizzati da artisti under 35 (formazioni in cui il requisito sia prevalente nel gruppo). Lo spettacolo di e con Silvio Gioia, giovane artista che si sta distinguendo nel campo del teatro d’ombra, attraverso il mondo immaginifico delle ombre, a metà tra il reale e l'immaginario, ha condotto per mano grandi e piccini alla riscoperta di una storia di tanti anni fa, suggerendo chiavi per a riviverla nel presente.
Silvio Gioia tra l’altro è stato artista in residenza ospitato presso il teatro di Arsoli dalla residenza teatrale Settimocielo.
Ha seguito la programmazione di “Cannibali”, in data 16 Gennaio 2016, di Kronoteatro, formazione a prevalenza under 35; la compagnia ligure, premiata con importanti riconoscimenti nazionali (Fringe2Fringe Napoli, Teatro Festival, Premio Rete Critica), rappresenta una delle realtà emergenti nel teatro contemporaneo italiano.
Al termine dello spettacolo il direttore artistico della residenza ha moderato un incontrato tra pubblico e compagnia, che insieme hanno dialogato sul tema dell’esercizio del potere, trattato nello spettacolo, e si sono confrontati sui linguaggi ellittici del teatro contemporaneo e sulle scelte stilistiche della messa in scena in questione.
Chiude la programmazione lo spettacolo vincitore del Premio Scenario Infanzia 2014 e del Premio Dallorso “La stanza dei giochi” di ScenaMadre.
Obiettivo C
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Promuovere sin dalle giovanissimi generazioni tutti i linguaggi dello spettacolo dal vivo;
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radicare la buona abitudine dell’andare a teatro;
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contribuire, attraverso un percorso di conoscenza partecipato, a far aumentare la curiosità e l’amore verso il mondo del teatro.
La didattica della visione nasce nella convinzione che la fruizione piena delle arti dello spettacolo dal vivo non solo tende ad aumentare il piacere di chi a quell’arte si avvicina con lo sguardo o con l’ascolto, ma ha un impatto estremamente significativo nella vita del cittadino in genere e, in particolare, nella formazione del cittadino bambino, adolescente, giovane.
Per queste ragioni interlocutore privilegiato di questo percorso didattico è la scuola, e in particolare la scuola primaria e la scuola secondaria, indirizzati verso due tipologie di approfondimento che in seguito specificheremo.
Il progetto di didattica della visione si è articolato in due punti: il primo oggetto di conoscenza prescelto è il Teatro danza, rivolto all’infanzia e alla gioventù. Il percorso si propone di fornire gli strumenti necessari per andare incontro a questo specifico linguaggio, contemporaneo multidisciplinare, lavorando sulla potenza evocatrice del suo simbolismo, paradossalmente molto più vicina al mondo dell’infanzia che al mondo adulto, senza la pretesa di scioglierne in maniera definitiva il significato.
Si cercherà piuttosto di portare alla luce analogie, corrispondenze tra quello che si vedrà in scena e il proprio immaginario inconscio, sempre così fervido nei bambini, favorendo il riconoscimento e la familiarità con le emozioni sotterranee e i sentimenti non dichiarati che le immagini dello spettacolo di teatro danza evocano nei piccoli spettatori.
Gli insegnanti sono altresì coinvolti in questo percorso, durante una piccola porzione di progetto destinata al lavoro in classe.
Lo spettacolo oggetto di indagine per questo primo modulo è “Pepperapper e la principessa cigno” (Teatro delle Forche), ispirato ai racconti “Il Velo Rubato” di Karl August Musäus e “La ragazza colomba” di Italo Calvino, con una traccia musicale che ibrida le originali musiche di Cajkovskij del celebre balletto “Il lago dei cigni”, ispirato al racconto di Musäus appunto, e sonorità rap.
Gli incontri preliminari alla visione dello spettacolo si sono svolti presso il Teatro Comunale di Massafra; alcuni di essi sono stati delle prove aperte e partecipate da alcune classi delle scuole primarie coinvolte. Ai bambini presenti in sala alle prove, è stato poi sottoposto un questionario “giocato” che hanno compilato con la guida delle insegnanti, discusso e approfondito con il mediatore teatrale, che ha condiviso il materiale anche con la compagine artistica dello spettacolo.
Le altre attività di accompagnamento alla visione proposta hanno riguardato lo spettacolo “La stanza dei giochi”, spettacolo che ha come tema dominante il conflitto e la contesa e verte sulla differente prospettiva generazionale. Lo spettacolo infatti ha per protagonisti due bambini e questo elemento già pone sul tavolo una molteplicità di questioni che possono essere oggetto dell’accompagnamento alla visione. La consuetudine del teatro ragazzi interpretato dagli adulti viene completamente ribaltata; qui si assiste a un teatro fatto da bambini per i bambini e perché no, forse soprattutto per gli adulti. Si parte da questa molteplice prospettiva per una didattica della visione che coinvolge tanto i bambini quanto insegnanti e genitori.
Le classi coinvolte nel progetto sono alcune quinte del ciclo della scuola primaria e due classi del liceo pedagogico. Abbiamo scelto questo pubblico composito perché lo spettacolo stesso chiama in causa una duplice lettura del conflitto, una attraverso gli occhi dell’infanzia, e una attraverso gli occhi del mondo degli adulti.
L’attività pre - visione proposta è stata la stessa, sia per la scuola elementare che per il pedagogico, e ha riguardato la costruzione condivisa di un dizionario del conflitto, attraverso un brainstorming in presenza anche delle insegnanti referenti del progetto. I nostri mediatori teatrali hanno guidato i diversi gruppi di lavoro nell’individuazione delle parole chiave del conflitto. Una volta individuate le parole chiave, dopo un’opportuna suddivisione in emozioni, sentimenti e atteggiamenti, si è passati a individuare le “azioni del conflitto”, o meglio una possibile gamma di azioni legate ad esso, attraverso alcune tecniche della narrazione e della messa in scena. Successivamente alla visione dello spettacolo, in un secondo incontro post-visione, i gruppi di spettatori, sempre sotto la guida degli operatori, sono stati invitati a riflettere sulle dinamiche dello spettacolo, a partire dalle parole del dizionario del conflitto da essi formulato che avevano ritrovato nello spettacolo.
In “Tutti giù per terra” attività aperta al pubblico delle famiglie i piccoli attori hanno dialogato con i piccoli spettatori e le loro famiglie.
Partecipazione a incontri interregionali
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Primo incontro nazionale tra titolari di Residenze artistiche, Regioni e Mibact, tenutosi a Bologna il 15 e 16 Dicembre 2015;
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“Guardiamocinfaccia – per una piattaforma condivisa delle residenze artistiche italiane”: focus sulle residenze organizzato dalla residenza laziale di Settimo Cielo Teatro ad Arsoli (Roma), nella valle dell’Aniene, svoltosi il 4 Marzo 2016 fra i titolari di residenza per lo scambio delle pratiche.