Programma 2017 di Associazione Settimo Cielo
Obiettivo A
La Residenza ospita quattro progetti: POSTPRODUZIONE/DUO della Compagnia di Danza Contemporanea Morse/Andrea Gallo Rosso, dove l’incontro con il territorio, sotto forma di laboratori, è parte integrante del processo di studio; ALBERT del Teatro dei Gordi (selezionato attraverso il Bando CURA in collaborazione con la Residenza I.DRA); IL LIBRO DELLA TEMPESTA della Compagnia StultiferaNavis progetto di Nuovo Teatro di Figura; IL TEATRO COMICO della Compagnia I Nuovi Scalzi studio di maschera contemporanea che conclude il suo percorso ad Arsoli con la prima nazionale dello spettacolo.
L’insieme delle proposte declina il tema del "Popolare Contemporaneo" del attraverso molteplici forme, confermandolo come elemento identificativo della Residenza.
Obiettivo C
La Residenza mette in relazione i processi creativi e la pluralità dei linguaggi dello spettacolo dal vivo con il territorio, in una modalità che si propone di rafforzarne l’identità e allo stesso tempo aprire la strada alla conoscenza di nuove frontiere espressive. Le attività di audience development sono destinate sia a un pubblico eterogeneo che a target specifici: giovani, infanzia, anziani, diversamente abili, migranti. Lo spettatore viene chiamato a un ruolo e una funzione attiva, attraverso programmi specifici (SpettATTori) in collaborazione con soggetti ed Enti locali ma sempre in un’ottica di condivisione dei percorsi e scambio di buone pratiche con altre esperienze regionali.
Indicazione di compagnie e artisti in residenza
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Compagnia/Artista (con indicazione sito internet) |
Titolo progetto |
Date periodo residenza |
Eventuale spettacolo finale (data) |
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Compagnia MORSE |
POSTPRODUZIONE/DUO |
21>26 aprile; 16>22 maggio; 28 ottobre>2 novembre
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Performance finale in forma di studio: martedì 31 ottobre ore 20.30 |
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Teatro dei Gordi |
Albert |
11>30 giugno |
Performance finale in forma di studio: mercoledì 21 giugno ore 21.00 |
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Compagnia StultiferaNavis |
IL LIBRO DELLA TEMPESTA |
5>24 settembre |
Performance finale in forma di studio: sabato 23 settembre ore 21.00 |
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I NUOVI SCALZI |
Il Teatro Comico |
25 settembre>14 ottobre |
Prima rappresentazione dello spettacolo: sabato 14 ottobre ore 21.00 |
Breve descrizione dei singoli progetti delle compagnie in residenza
- ProstProduzione/DUO - Compagnia MORSE
Il nome del progetto ProstProduzione/DUO – elaborazione collettiva di memorie personali mette in luce la metodologia che si vuole seguire durante il processo di produzione e ricerca. Post-produrre in questo caso significa generare nuovi significati partendo da elementi pre-esistenti che all'origine avevano un significato altro. In questo progetto gli elementi pre-esistenti sono memorie personali incontrate nel corso di laboratori con over 60 e persone con disabilità fisiche e/o psichiche, rielaborate in una nuova forma fisica/sonora/culturale nel lavoro delle due danzatrici. Sperimentando la difficoltà di movimento di corpi diversamente abili o anziani si possono individuare delle posture che divengono fortemente connotanti. Lo studio sulla musica e la drammaturgia musicale cerca di enfatizzare questo aspetto. La posa che le danzatrici assumono può sembrare la camminata di una modella e allo stesso tempo può ricordare un’icona sacra, giocando su queste diverse interpretazioni della stessa immagine compaiono lo Stabat Mater di Pergolesi e Historia di un Amor.
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- Albert - Teatro dei Gordi
ALBERT si muove tra due orizzonti. Da una parte un lavoro drammaturgico di ricerca sulla vita del genio, dall’altra una ricerca percettiva del ruolo e della funzione del Mito nella nostra contemporaneità. Lo spettacolo si basa su un’iterazione, derivata dal Teatro di Figura, tra fantoccio/maschera e attore. L’evoluzione consiste nel fatto che il fantoccio è costituito da una statua di Einstein che è impersonata da un attore (la statua infatti si anima e passa dalla assoluta rigidità iniziale all’essere reale, metafora anche della natura umana e contemporanea del genio, mentre la maschera è sostituita da un trucco estremamente sofisticato e complesso ma che lascia tutte le possibilità mimico-espressive all’interprete). Il dialogo che si instaura tra Einstein e il giovanissimo youtuber facente funzione di occasionale inserviente del museo, è l’incontro di due mondi apparentemente lontani. Einstein (statua) conserva le idiosincrasie del personaggio che era stato in vita, i suoi tic, le sue fobie e maniacalità; il giovane Otto trova in esse molte corrispondenze alle sue paure, finendo talvolta per assumersi lui stesso un ruolo protettivo, esattamente come può succedere nell’evoluzione di un rapporto padre/figlio.
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- Il libro della Tempesta - StultiferaNavis
Ne La Tempesta le frontiere teatrali tra ciò che è reale e ciò che è illusione sono portate fino ai loro limiti estremi. L’isola di Prospero è anche una scena di teatro. Un teatro che contempla sé stesso e che mette in atto i propri meccanismi, svelandoli. Questa prospettiva trova corrispondenza nelle modalità drammaturgiche intrinseche al funzionamento del teatro contemporaneo delle forme animate. Il libro della Tempesta è una libera interpretazione de La Tempesta di Shakespeare, uno spettacolo assolo in cui convergono più linguaggi: teatro di carta, pop-up, teatro d'ombre, cinema di animazione, musica live. L'universo poetico e magico de La Tempesta si svela agli occhi del pubblico attraverso un libro-teatro dove, tra ombre e luci, appaiono, pagina dopo pagina, personaggi in una scenografia multimediale, al confine tra il teatro di carta e il cinema di animazione.
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- Il Teatro Comico - I Nuovi Scalzi
Lo scopo è di arrivare alla creazione di uno spettacolo che possa adattare il genere del comico e il codice della commedia dell'arte - e le sue "regole di gioco"- ad un linguaggio scenico contemporaneo. E’ stato preso come riferimento il testo meta teatrale di Goldoni “Il teatro Comico”, stravolgendolo: una compagnia teatrale dei giorni nostri decide di mettere in scena l’Amleto di William Shakespeare. L’urgenza che spinge gli attori è dettata dalla “fame”, intesa sia come la fame di lavorare, e dunque la necessità di rendere quest’arte un mestiere, che come fame artistica: i protagonisti infatti si scontrano su visioni differenti del teatro e della messa in scena (come in Goldoni). Decidono di “vendere” l’Amleto (perché il classico vende) ma in una riscrittura creativa e innovativa. Le ragioni che spingono le scelte de I Nuovi Scalzi, e quelle che spingono le scelte della Compagnia, infine, dei personaggi dell’opera, si legano, si confrontano e si alimentano reciprocamente e sempre più indissolubilmente. Si aprono una serie di domande che si pongono sia gli “attori – personaggi” che gli “attori - reali” in un continuo parallelo fra finzione e verità, fra rappresentazione e realtà in un affascinante e divertente gioco di rimandi.
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